Altai Shilajit: cosa dice la scienza su composizione, proprietà biologiche e sicurezza

Altai Shilajit: What Science Knows About Its Composition, Biological Properties and Safety

Lo Shilajit, noto anche come mumijo, è passato dai sistemi medici tradizionali al moderno mercato degli integratori alimentari. Oggi viene frequentemente associato alla performance fisica, al metabolismo energetico, alla salute maschile, alla salute delle ossa e all'invecchiamento sano.

Il quadro scientifico è tuttavia molto più complesso.

Lo Shilajit non è una singola sostanza chimica. È una matrice naturale variabile di origine organica e minerale, la cui composizione dipende dalla provenienza geografica, dalle condizioni geologiche, dal materiale biologico, dai processi ambientali e dai successivi metodi di purificazione.

Questa distinzione è fondamentale per interpretare correttamente gli studi scientifici.

Un risultato clinico ottenuto con una specifica preparazione di Shilajit purificata e standardizzata non può essere automaticamente trasferito a un'altra resina, a un altro estratto o a un diverso prodotto commerciale.

Diversi studi sull'uomo hanno riportato risultati biologicamente interessanti. Allo stesso tempo, il numero di studi clinici controllati rimane limitato, le repliche indipendenti sono ancora poche e alcune delle ricerche più citate hanno valutato preparazioni proprietarie fornite o finanziariamente sostenute dai rispettivi produttori.

Per valutare correttamente lo Shilajit è quindi utile separare alcune domande. Che cosa contiene? Quali effetti biologici sono stati effettivamente osservati nell'uomo? Quanto è solida l'evidenza disponibile? E quanto è affidabile e sicura la specifica preparazione utilizzata?

Che cos'è lo Shilajit?

La Commissione Europea descrive il mumijo, indicando Shilajit e asphaltum panjabinum come sinonimi, come un prodotto complesso di origine sia organica sia minerale che si forma attraverso processi naturali nelle regioni montuose.

Secondo la Commissione, lo Shilajit è caratterizzato dalla presenza di sostanze umiche e acidi fulvici, componenti non umiche come i dibenzo alfa pironi e diversi minerali. La stessa documentazione sottolinea inoltre che né l'origine né la composizione sono definite in modo univoco.

Consulta il documento della Commissione Europea su Mumijo e Shilajit

Anche le precedenti revisioni della composizione chimica descrivono lo Shilajit come una miscela complessa di sostanze umiche, metaboliti vegetali e composti derivati dall'attività microbica, piuttosto che come un ingrediente chimicamente uniforme.

Agarwal et al., Phytotherapy Research, 2007

Per questo motivo è più corretto considerare lo Shilajit come una matrice naturale eterogenea e non come una sostanza definita da un singolo principio attivo.

Perché l'origine geografica è importante

Lo Shilajit è stato descritto in diverse regioni montuose dell'Asia e in altre aree del mondo. La provenienza geografica può influenzare sia il profilo minerale sia la proporzione relativa dei diversi componenti organici.

L'origine, tuttavia, non determina da sola la qualità biologica del prodotto.

La denominazione Altai Shilajit indica innanzitutto una provenienza geografica. Da sola non dimostra una maggiore efficacia, una maggiore purezza o una maggiore sicurezza.

Dal punto di vista scientifico sono altrettanto importanti l'identificazione della materia prima, il processo di purificazione, la caratterizzazione analitica e il controllo dei possibili contaminanti.

Una revisione scientifica con una forte partecipazione di ricercatori europei ha concluso che l'impiego tradizionale dello Shilajit è ampiamente documentato, ma che numerose affermazioni sui suoi effetti biologici richiedono ancora una verifica scientifica più rigorosa.

Wilson et al., Journal of Ethnopharmacology, 2011

Acidi fulvici e sostanze umiche

Gli acidi fulvici sono tra i componenti dello Shilajit più frequentemente discussi.

Appartengono a un gruppo chimicamente eterogeneo di sostanze umiche che si formano durante la trasformazione del materiale organico. Non costituiscono una singola molecola. Dimensioni molecolari, gruppi funzionali e proprietà chimiche possono variare considerevolmente in funzione dell'origine.

Gli studi di laboratorio mostrano che le sostanze umiche e le frazioni fulviche possono interagire con minerali e altre sostanze chimiche. Da queste osservazioni è nata l'ipotesi che gli acidi fulvici possano influenzare la solubilità, il trasporto o l'assorbimento di alcuni minerali.

Queste ipotesi non devono però essere confuse con effetti clinici dimostrati.

La biodisponibilità dei singoli componenti dello Shilajit nell'uomo rimane ancora incompletamente caratterizzata. Attualmente non esiste una solida evidenza clinica che dimostri che gli acidi fulvici dello Shilajit agiscano come un sistema universale capace di trasportare in modo affidabile i minerali all'interno delle cellule umane.

La ricerca analitica moderna continua a studiare le relazioni tra sostanze umiche, metalli e frazioni potenzialmente biodisponibili. Anche questi studi distinguono però chiaramente tra associazione chimica e biodisponibilità effettivamente dimostrata nell'uomo.

Kamgar et al., Journal of Trace Elements in Medicine and Biology, 2026

Prestazione fisica e affaticamento

Lo Shilajit viene frequentemente associato all'energia, alla performance fisica e al recupero.

Esistono studi sull'uomo, ma i loro risultati sono più specifici di quanto suggeriscano molte descrizioni commerciali.

Nel 2019 Keller e colleghi hanno condotto uno studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo su 63 uomini fisicamente attivi. I partecipanti hanno assunto per otto settimane 250 mg, 500 mg oppure placebo ogni giorno.

Il risultato più rilevante è stato osservato nel gruppo che assumeva 500 mg. Nei partecipanti con valori iniziali di forza più elevati, la riduzione della forza volontaria massima dopo un protocollo di esercizio affaticante era inferiore rispetto al gruppo placebo. La dose più bassa non ha mostrato una differenza comparabile per questo parametro.

Lo studio fornisce quindi evidenze relative a uno specifico parametro della perdita di forza indotta dall'affaticamento con una particolare preparazione standardizzata. Non dimostra un aumento generale dell'energia o della resistenza fisica.

Keller et al., Journal of the International Society of Sports Nutrition, 2019

Uno studio pilota del 2026 ha valutato 500 mg al giorno di resina TruBlk Shilajit per 28 giorni in 25 uomini sani e ha riportato variazioni in diversi parametri della performance fisica.

Lo studio era aperto, non disponeva di un gruppo placebo e comprendeva un numero limitato di partecipanti. Diversi autori erano affiliati all'azienda collegata alla resina studiata. I risultati devono quindi essere considerati esplorativi e non confermativi.

Yadav et al., Cureus, 2026

Un successivo studio randomizzato sulla stessa resina proprietaria è stato pubblicato nel 2026 come preprint. Al momento della preparazione di questo articolo non era ancora stato sottoposto a peer review ed era finanziato dal produttore dell'ingrediente analizzato.

Yadav et al., medRxiv preprint, 2026

Nel loro insieme questi risultati giustificano ulteriori ricerche, ma non dimostrano che tutte le resine di Shilajit producano gli stessi effetti.

Shilajit e parametri ormonali maschili

Uno degli studi controllati sull'uomo più frequentemente citati è stato pubblicato da Pandit e colleghi sulla rivista Andrologia.

Uomini sani di età compresa tra 45 e 55 anni hanno ricevuto 250 mg di Shilajit purificato due volte al giorno per 90 giorni oppure placebo.

I ricercatori hanno riportato, rispetto al placebo, variazioni statisticamente significative del testosterone totale, del testosterone libero e del deidroepiandrosterone solfato.

Pandit et al., Andrologia, 2016

Il contesto dello studio è importante.

La preparazione utilizzata era PrimaVie, un estratto standardizzato brevettato prodotto da Natreon. La pubblicazione dichiara un sostegno finanziario da parte di Natreon.

Lo studio dimostra quindi un effetto osservato in condizioni controllate con una preparazione specifica e standardizzata. Non dimostra che tutti i prodotti a base di Shilajit aumentino il testosterone e non stabilisce che lo Shilajit costituisca un trattamento per i disturbi ormonali.

Le grandi sperimentazioni indipendenti che abbiano riprodotto questi risultati con preparazioni differenti rimangono limitate.

Ricerca sulla densità minerale ossea

Uno studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo pubblicato su Phytomedicine nel 2022 ha esaminato 60 donne in postmenopausa con osteopenia.

Le partecipanti hanno assunto placebo oppure un estratto acquoso standardizzato di Shilajit in dosi di 250 mg o 500 mg al giorno per 48 settimane.

I ricercatori hanno valutato la densità minerale ossea della colonna lombare e del collo del femore insieme a diversi biomarcatori associati al metabolismo osseo, allo stress ossidativo e ai processi infiammatori.

La riduzione della densità minerale ossea è risultata inferiore nei gruppi che assumevano Shilajit rispetto al gruppo placebo.

Pingali e Nutalapati, Phytomedicine, 2022

Questo è uno degli studi controllati sull'uomo di maggiore durata disponibili sullo Shilajit. La portata dei risultati non deve tuttavia essere sovrastimata.

Lo studio ha valutato uno specifico estratto standardizzato in donne in postmenopausa con osteopenia. Natreon ha fornito i prodotti sperimentali e i kit utilizzati per la misurazione dei biomarcatori.

Lo studio non fornisce una prova diretta che lo Shilajit migliori la mobilità articolare. Non dimostra inoltre che lo Shilajit tratti l'osteoporosi o prevenga le fratture.

Una replica indipendente con preparazioni differenti avrebbe un particolare valore scientifico.

Perché indipendenza e replicazione sono importanti

Diversi studi positivi sull'uomo hanno valutato preparazioni standardizzate proprietarie.

Questo non è insolito nella ricerca nutrizionale, poiché uno studio clinico richiede un prodotto definito dal punto di vista chimico. Introduce tuttavia una limitazione importante.

Un risultato ottenuto con PrimaVie non può essere automaticamente applicato a un'altra resina purificata.

Un risultato ottenuto con TruBlk non può essere automaticamente applicato a una preparazione proveniente dall'Altai.

Il coinvolgimento di un produttore non rende invalido un risultato scientifico. Rende però particolarmente importante la conferma da parte di gruppi indipendenti.

L'attuale evidenza clinica dovrebbe quindi essere considerata come un insieme di osservazioni promettenti e specifiche per determinate preparazioni, piuttosto che come un corpo maturo di evidenze indipendentemente replicate per lo Shilajit nel suo complesso.

Attività antiossidante e affermazioni sul sistema immunitario

Lo Shilajit e alcune delle sue frazioni chimiche mostrano attività antiossidante in sistemi sperimentali.

Alcuni studi sull'uomo hanno inoltre osservato variazioni di biomarcatori associati allo stress ossidativo.

Questo non equivale alla dimostrazione di una prevenzione delle malattie o di un effetto antiossidante generale sulla salute umana.

Le evidenze relative a effetti generali sul sistema immunitario sono ancora meno solide.

Una revisione critica pubblicata sul Journal of Ethnopharmacology ha concluso che le evidenze allora disponibili sugli effetti immunomodulatori non resistevano a una valutazione critica sufficientemente rigorosa e dovevano essere considerate non dimostrate.

Wilson et al., Journal of Ethnopharmacology, 2011

Affermazioni generali sulla regolazione del sistema immunitario o sulla cosiddetta detossificazione richiedono quindi evidenze cliniche controllate molto più solide di quelle attualmente disponibili.

Perché la qualità analitica è essenziale

L'origine naturale non garantisce automaticamente la sicurezza.

Lo Shilajit si forma a stretto contatto con materiale geologico e può contenere un'ampia gamma di elementi.

Gli studi analitici hanno identificato calcio, magnesio, ferro, zinco e altri elementi. Sono stati rilevati anche elementi potenzialmente tossici come piombo, cadmio, mercurio, nichel e tallio.

Le concentrazioni possono variare notevolmente tra campioni differenti.

Aldakheel e colleghi hanno analizzato lo Shilajit mediante diverse tecniche analitiche avanzate e hanno osservato una notevole variabilità sia degli elementi di interesse nutrizionale sia di quelli potenzialmente tossici.

Aldakheel et al., Biological Trace Element Research

Nel 2025 Kamgar e colleghi hanno studiato specificamente le concentrazioni di tallio nello Shilajit naturale e negli integratori commerciali. Gli autori hanno osservato differenze rilevanti tra i prodotti e hanno sottolineato l'importanza di controlli analitici regolari e procedure di analisi standardizzate.

Kamgar et al., BMC Chemistry, 2025

Uno studio del 2026 ha analizzato dodici campioni di Shilajit provenienti da differenti aree geografiche. Anche in questo caso i ricercatori hanno osservato una notevole variabilità della composizione elementare. Nei campioni specificamente studiati, le concentrazioni dei metalli tossici analizzati sono rimaste inferiori alle soglie tossicologiche utilizzate dagli autori.

Kamgar et al., Journal of Trace Elements in Medicine and Biology, 2026

Da queste ricerche emerge una conclusione pratica.

Il profilo minerale e la presenza di contaminanti in uno specifico prodotto non possono essere determinati in modo affidabile dal nome Shilajit, dal colore del materiale o dalla sola origine geografica.

Le analisi specifiche del prodotto sono essenziali.

Lo Shilajit contiene più di 80 oligoelementi?

L'affermazione secondo cui lo Shilajit conterrebbe più di 80 minerali o oligoelementi compare frequentemente nella letteratura tradizionale e nelle descrizioni commerciali.

Le moderne analisi confermano che lo Shilajit può presentare un profilo minerale ampio e complesso. Il numero esatto degli elementi e le rispettive concentrazioni variano tuttavia in modo considerevole tra campioni diversi.

Un'affermazione numerica precisa sul contenuto minerale di un determinato prodotto commerciale dovrebbe quindi essere idealmente supportata da un rapporto analitico relativo a quello specifico prodotto o lotto.

Dal punto di vista scientifico è più prudente affermare che lo Shilajit contiene una gamma variabile di elementi minerali naturalmente presenti insieme a sostanze umiche e altri composti organici.

Shilajit grezzo e Shilajit purificato non sono equivalenti

Il materiale naturale non lavorato può contenere particelle minerali, contaminanti ambientali o concentrazioni indesiderate di alcuni metalli.

Gli studi condotti con Shilajit purificato e standardizzato non possono quindi essere utilizzati come prova della sicurezza di materiale grezzo non identificato.

Purificazione, verifica dell'identità e controllo dei contaminanti rappresentano aspetti centrali della qualità quando lo Shilajit viene utilizzato come integratore alimentare.

Sicurezza e tollerabilità

Gli studi pubblicati sull'uomo riportano generalmente una tollerabilità accettabile per le specifiche preparazioni purificate e per le durate effettivamente analizzate.

Una revisione della letteratura sulla sicurezza ha tuttavia osservato che i dati provenienti da studi sull'uomo sono limitati rispetto alla lunga storia di utilizzo tradizionale e alla quantità di ricerca sperimentale.

Stohs, Phytotherapy Research, 2014

Le evidenze disponibili presentano limitazioni importanti.

La maggior parte degli studi clinici comprende un numero relativamente ridotto di partecipanti. Diversi studi selezionano attentamente i soggetti e spesso escludono persone con patologie croniche importanti o terapie farmacologiche complesse.

Inoltre, prodotti differenti possono avere composizioni chimiche differenti.

L'assenza di eventi avversi gravi in un piccolo studio non costituisce quindi una prova di sicurezza universale per ogni prodotto e per ogni popolazione.

Gravidanza e allattamento

Non sono disponibili dati clinici adeguati sulla sicurezza dello Shilajit durante la gravidanza e l'allattamento.

Poiché lo Shilajit è costituito da una miscela complessa e variabile di sostanze organiche e minerali, il suo uso di routine durante la gravidanza o l'allattamento non può essere considerato adeguatamente supportato da evidenze cliniche sull'uomo.

Le informazioni del prodotto LongaVita raccomandano pertanto di non utilizzare Shilajit durante la gravidanza e l'allattamento.

Consulta le informazioni su Altai Shilajit di LongaVita

Patologie croniche e interazioni con i farmaci

Gli studi clinici affidabili sulle interazioni farmacologiche sono scarsi.

L'assenza di interazioni documentate non dimostra che le interazioni siano impossibili.

Lo Shilajit contiene una miscela variabile di composti organici ed elementi minerali. Alcune ricerche sperimentali studiano inoltre vie metaboliche, ormonali e infiammatorie.

Le persone con patologie croniche o che assumono farmaci su prescrizione dovrebbero pertanto discuterne l'uso con un professionista sanitario qualificato, evitando di trasferire direttamente alla propria situazione risultati ottenuti in studi condotti su volontari sani.

Una particolare cautela è ragionevole quando il trattamento riguarda la regolazione della glicemia, la pressione arteriosa, la coagulazione del sangue, la funzione endocrina o i processi immunitari, poiché gli studi specifici sulle interazioni sono limitati.

Quali dosi sono state realmente studiate?

Non esiste una dose standard di Shilajit universalmente riconosciuta sulla base delle evidenze scientifiche.

Gli studi clinici hanno utilizzato preparazioni e regimi di dosaggio differenti.

Pandit e colleghi hanno utilizzato 250 mg due volte al giorno per 90 giorni.

Pingali e Nutalapati hanno utilizzato 250 mg o 500 mg al giorno per 48 settimane.

Keller e colleghi hanno studiato 250 mg e 500 mg al giorno per otto settimane.

Nello studio pilota TruBlk del 2026 sono stati utilizzati 500 mg al giorno per 28 giorni.

Queste dosi descrivono esclusivamente le preparazioni utilizzate nei singoli studi. Non definiscono una dose ottimale universale per ogni prodotto contenente Shilajit.

Una resina naturale e un estratto secco standardizzato possono differire considerevolmente per concentrazione e composizione.

Che cosa sappiamo sull'uso a lungo termine?

La sicurezza dello Shilajit nel lungo periodo rimane incompletamente caratterizzata.

Lo studio della durata di 48 settimane nelle donne in postmenopausa fornisce informazioni utili per una specifica preparazione standardizzata, ma non permette di rispondere alle domande relative a un'assunzione continuativa per diversi anni.

Mancano grandi studi prospettici che valutino gli esiti clinici a lungo termine in popolazioni differenti.

Le affermazioni secondo cui lo Shilajit sarebbe dimostrato sicuro per un utilizzo continuativo e indefinito vanno quindi oltre le attuali evidenze cliniche.

Come viene considerato lo Shilajit dalla normativa europea?

La Commissione Europea ha esaminato specificamente Mumijo, Shilajit e asphaltum panjabinum nell'ambito del Regolamento UE 2015/2283 relativo ai nuovi alimenti.

La Commissione ha concluso che il Mumijo non è considerato un nuovo alimento quando viene utilizzato come integratore alimentare o all'interno di integratori alimentari.

L'utilizzo in alimenti diversi dagli integratori è soggetto a una diversa classificazione normativa.

Decisione della Commissione Europea sullo status Novel Food di Mumijo e Shilajit

Questa classificazione normativa non equivale a un riconoscimento dell'efficacia terapeutica.

Lo status legale di un ingrediente e l'autorizzazione delle indicazioni sulla salute sono questioni distinte.

Le evidenze scientifiche possono giustificare la discussione dei risultati della ricerca, ma non autorizzano automaticamente le stesse affermazioni come indicazioni commerciali sulla salute.

Che cosa la scienza non ha ancora dimostrato

Online lo Shilajit viene associato a un'ampia gamma di effetti medici.

L'attuale letteratura clinica non giustifica molte di queste affermazioni.

Non esistono evidenze di alta qualità sufficienti per considerare lo Shilajit un trattamento consolidato per malattie cardiovascolari, diabete, tumori, malattia di Alzheimer o altre patologie croniche.

Una revisione sistematica pubblicata nel 2026 ha analizzato le evidenze disponibili relative allo Shilajit e al cancro. Sono stati identificati nove studi idonei, tutti di natura preclinica. Non sono stati individuati studi clinici sull'uomo conformi ai criteri della revisione.

Das et al., Cureus, 2026

I risultati di laboratorio possono giustificare ulteriori ricerche, ma non dimostrano efficacia terapeutica nell'uomo.

Come dovrebbe essere valutata la qualità dello Shilajit?

Il valore scientifico di un prodotto a base di Shilajit dipende meno da descrizioni suggestive della sua origine montana e più da ciò che può essere effettivamente verificato.

I criteri rilevanti comprendono origine documentata, processi di purificazione, caratterizzazione analitica, controllo degli elementi potenzialmente tossici, controllo microbiologico e trasparenza delle informazioni fornite dal produttore.

La ricerca effettuata su un estratto proprietario non dovrebbe essere presentata come validazione clinica diretta di una resina commerciale differente.

Altai Shilajit su LongaVita

LongaVita propone Altai Shilajit purificato in forma di resina naturale. Nella pagina del prodotto sono disponibili informazioni sulla provenienza, sulla forma del prodotto, sulle modalità d'uso e sulla conservazione.

Gli studi clinici discussi in questo articolo sono stati condotti utilizzando specifiche preparazioni di ricerca e non devono essere interpretati come studi clinici diretti sul prodotto LongaVita.

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Conclusione

Lo Shilajit è un materiale naturale complesso di origine organica e minerale, con una lunga storia di utilizzo tradizionale e un crescente interesse scientifico.

La moderna ricerca analitica conferma una notevole variabilità della sua composizione organica e minerale.

Gli studi sull'uomo hanno riportato osservazioni potenzialmente rilevanti relative a parametri ormonali, densità minerale ossea e specifiche misure della performance fisica.

La qualità delle evidenze rimane tuttavia disomogenea.

Diversi studi coinvolgono un numero relativamente ridotto di partecipanti. Alcuni valutano estratti proprietari forniti o finanziariamente sostenuti dai produttori. Le repliche indipendenti rimangono limitate.

Anche le evidenze sulla sicurezza a lungo termine, sulle interazioni farmacologiche e sull'utilizzo nelle popolazioni a maggiore rischio sono ancora incomplete.

La domanda scientificamente più corretta non è quindi se lo Shilajit sia universalmente efficace.

È più utile chiedersi se una specifica preparazione sia adeguatamente caratterizzata, purificata e controllata e se l'effetto dichiarato sia stato studiato con quella stessa preparazione in studi clinici sull'uomo progettati in modo appropriato.

Questa distinzione è fondamentale per una valutazione responsabile dei prodotti naturali.

Fonti

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Questo articolo ha finalità esclusivamente scientifiche ed educative e non costituisce un parere medico. Gli integratori alimentari non sostituiscono una dieta varia né un'adeguata assistenza medica.